Crostini Neri
per 4 persone

Ingredienti
- 150 gr carne macinata di vitello
- 200 gr milza di vitello pulita e ridotta in polpa
- 200 gr fegatini di pollo puliti e tritati finemente
- un piccolo capo di aglio
- una manciata di prezzemolo tritato (circa due cucchiai da tavola)
- 30 ml olio d’oliva
- ¼ di bicchiere di vino rosso
- 1 cucchiaio di salsa di pomodoro
- brodo di carne o di dado q.b.
- una manciata di capperi sottaceto
- un cucchiaino di pasta di acciughe
- o due fi letti di acciuga puliti e diliscati
- un pizzico di sale
- uno sfilatino di pane da crostini (tipo toscano, tagliato in circa venti piccole fette)
Preparazione
- Sminuzzare finemente con la mezzaluna l’aglio ed il prezzemolo
- Far soffriggere in due cucchiai di olio di oliva aglio e prezzemolo
- Aggiungere la carne macinata e farla rosolare curando che non “bruci”
- Aggiungere i fegatini di pollo ben sminuzzati
- Dopo pochi minuti aggiungere la milza ben “sfilata” e continuare a girare fino a raggiungere una certa rosolatura curando che l’impasto non bruci altrimenti diventa amaro
- Aggiungere il vino rosso e continuare a girare fino ad evaporazione
- Mettere la salsa di pomodoro e, se l’impasto è troppo denso, aggiungere un po’ di brodo (di carne o di dado)
- Tritare i capperi e aggiungerli all’impasto insieme alla pasta di acciughe o ai filetti di acciuga
- Assaggiare l’impasto e aggiungere, eventualmente, un pizzico di sale
- Spalmare l’impasto su piccole fette di pane, magari tostate e bagnate nel brodo, e servire
A Montalcino il magro di vitello è una variante, così come lo sono i capperi e le acciughe. Anche i fegatini possono essere usati in dose minima oppure sostituire del tutto la milza; per me comunque, la ricetta è sempre stata quella descritta.
I crostini neri a casa mia aprivano i pranzi importanti: c’erano sempre per Natale, per Pasqua o per qualche evento familiare straordinario come, per esempio, quando arrivava “dall’Alt’Italia” la zia Maria Amalia, gemella della mamma, con la famiglia. Davanti ad un bel vassoio di crostini neri gli zii ed i cugini, venuti in vacanza, tornavano montalcinesi. Era tutto un chiedere, un informarsi sulle persone, sugli avvenimenti del paese, sui parenti. Era una tavolata piena di sorrisi, di sguardi, di affetti sinceri. Era proprio un ritrovarsi. Oggi per me è lo stesso: quando preparo i crostini vuol dire che c’è qualcosa da festeggiare o che, più semplicemente, sento il bisogno di sentire intorno a me le persone più care.
